Traduzione

La sua coltivazione è diffusa in zone tropicali di tutti i continenti e rappresenta una base alimentare di particolare importanza per popolazioni sudamericane, africane o asiatiche e del Pacifico. Tra i principali produttori si annoverano, nell’ordine, la Nigeria, il Ghana, la Cina, la Cambogia, la Costa d’Avorio e la Papua Nuova Guinea e infine il Venezuela.

La taro rappresenta l’ingrediente base nell’alimentazione di molte popolazioni dell’Oceania, dell’Africa (cocoyam) e delle isole Hawaii (poï). Si può bollire o grigliare a fette oppure friggerlo ad anelli.

Taro corms 2.jpg

 

 

La taro è caratterizzata da foglie grandi e venuzzate, che possono arrivare a 60 cm di lunghezza e 40 di larghezza, da un colore verde pallido e da robusti gambi; anche le foglie sono commestibili e sono note col nome di “callaloo” nelle regioni caraibiche.
Presenta radici rizomatose.

Taro leaf underside, backlit by sun - edit.jpg

La taro ha proprietà nutrizionali equivalenti alla patata comune ma con le seguenti differenze: ha quantità più elevate di calcio (quindi è indicata in diete per chi presenta carenze di calcio), un quantitativo doppio di ferro, ma molta meno vitamina C.

La sua radice è tossica se mangiata cruda (causa forte bruciore alla mucosa faringea); è necessario quindi bollirla prima di consumarla. Fra l’altro si deve stare attenti anche a non toccarsi gliocchi dopo averne maneggiato la polpa perché può causare forti irritazioni.

Secondo recenti ricerche i rizomi della taro sono un’importante fonte di amidi rispetto a tutti gli altri vegetali, anche per la dimensione stessa dei granuli di amido, 10 volte inferiori a quelli della patata, che rendono migliore la cottura e la digeribilità.

La taro è inoltre ricca di proteine vegetali, di vitamine del gruppo B e di potassio.

 

Commenti

commenti

Facebook Page ▼